How do you know you love someone?
C'è stato un periodo della mia vita in cui ho fatto spesso questa domanda. Andavo dagli amici e a tu per tu glielo chiedevo.
Questo era il dialogo tipico:
- "Lo so perchè lo so"
- "come fai a saperlo? Come fai ad esserne sicuro?"
- "lo sento, amo, lo sento"
- "come, dove, senti? Cosa esattamente senti? Come fai a sapere che ami Maria? Da cosa te ne accorgi? Come sai che lo sai per certo?"
Insistevo, volevo capire cosa rende certi di amare qualcuno.
E dopo aver chiesto tanto, mi rispondevano cose tipo "sento il cuore che batte forte, un senso di mancamento, mi tremano le gambe, qualcosa che ti toglie il respiro, un vuoto pesante allo somaco, un tremore, tipo un terrore di fondo, uno stordimento,...".
Più ascoltavo cosa fosse questo amare, e più capivo che non era affatto gradevole e desiderabile. In effetti quello che descrivevano era innamoramento, nulla a che vedere con l'amare.
Io conosco il voler bene , è il coltivare il desiderio che le persone a cui voglio bene stiano bene secondo i loro criteri, nella speranza di poterli condividere, cosicchè questo desiderio dia forma alle mie attenzioni e io possa godermi lo spettacolo del loro benessere sentendomene anche partecipe.
In un libro, una neweggiata, un esercizio cominciava chiedendo di immaginare una persona che ci ama. Era solo l'inizio dell'esercizio, dato per ovvio, e poi avrei dovuto proseguire. Ma mi sono fermata lì perchè non sapevo individuare una persona che mi ama.
Non i miei cari genitori. Loro proveranno certo un sacco di sentimenti verso di me, alcuni sono anche gradevoli da ricevere, ma mi sembrano insoddisfacenti in confronto ad un sano voler bene, figurati rispetto all'amare.
Per tutti quelli che avevo intervistato "amare" è di più che voler bene.
Avevo provato a individuare chi mi ama nella nonna o nella zia Irma, che mi accompagnano spesso nel mio dialogo interno, ma loro non vivono, non vale.
Non potevano essere neppure i miei fratelli o i miei amici, è già tanto se a volte ci ascoltiamo senza collusione.
Così, ancora non sapendo cosa fosse "amare", ho fatto un'ipotesi: amare non è affatto un sentimento , ma una disponibilità immediata a preservare la vita di chi amo, e il suo significato di libertà.
So che amo qualcuno se desidero che sia libero e trovi le sue vie per esserlo.
Bè, se fosse così io amo Margherita, mia figlia, credo abbastanza bene.
E poi tutti gli altri, seppur molto meno immediatamente.
Se fosse così, una persona da cui mi posso sentire amata è Aldo Busi, che non conosco. Credo di poter credere che Busi mi ama non perchè ama me, ma per come ho l'impressione che lui ami.
A questo punto, trovato il mio Busi, l'esercizio mi aveva soddisfatto, e non ho più pensato a proseguirlo.
Ma mi chiedo ancora, è questo "amare"? E anche se ne sono abbastanza convinta, mi rimane una domanda: perchè abbiamo bisogno di questa parola e non ci facciamo bastare "rispettare"?
0 comments:
Post a Comment